Ottimizzazione Google My Business: la checklist completa (2026)

7 min di letturaAggiornato il Cédric Lauber, Nora41

Ottimizzare una scheda Google My Business significa compilare ogni campo con informazioni esatte e utili al cliente: la categoria principale giusta, categorie aggiuntive reali, una descrizione chiara, tutti i servizi, foto recenti, orari completi e attributi corretti. Poi tenerla viva: recensioni, risposte, foto e post. Ecco la checklist completa, campo per campo, con ciò che Google permette e ciò che sanziona.

La checklist in sintesi

CampoCosa farePeso
Categoria principaleLa più precisa che descrive l’attività principaleMolto alto
Categorie aggiuntiveFino a 9, solo servizi realiAlto
NomeIl nome reale dell’insegna, senza parole chiaveAlto (rischio di sospensione)
Recensioni e risposteUn flusso regolare, una risposta per ognunaMolto alto
Foto20–30 all’inizio, poi ogni settimanaAlto
OrariCompleti, compresi quelli specialiMedio
Descrizione750 caratteri: cosa, per chi, doveMedio
Servizi / prodottiTutti, con una breve descrizioneMedio
AttributiPagamenti, accessibilità, lingueBasso-medio
PostNovità e offerte regolariBasso-medio
Peso: la nostra lettura dei criteri descritti da Google (pertinenza, distanza, notorietà) e di ciò che i clienti confrontano.

1. La categoria principale

È l’impostazione che pesa di più sulla pertinenza: dice a Google per quali ricerche mostrarvi. Una categoria troppo ampia («impresa edile») vi fa sparire dalle ricerche precise («copritetto Lugano») a favore di concorrenti meglio categorizzati.

  1. Elencate le 5–10 ricerche che i clienti fanno davvero: mestiere + città.
  2. Fatele su Google Maps e annotate la categoria dei primi tre (sotto il nome).
  3. Scegliete la categoria più precisa che descrive l’attività principale.
  4. Nella scheda: Modifica profilo → Categoria dell’attività.
  5. Ricontrollate due settimane dopo: Google a volte cambia le categorie da sé.

Cambiare spesso la categoria principale può richiedere una nuova verifica. Decidete una volta, in base a ciò che posiziona i concorrenti.

2. Le categorie aggiuntive

Potete aggiungerne fino a 9. Ampliano le ricerche in cui apparite, a condizione che corrispondano a un servizio reale. Un garage che fa anche carrozzeria e pneumatici può aggiungere «carrozzeria» e «gommista»; categorie senza rapporto possono far sospendere la scheda.

3. Il nome dell’attività

Google chiede che il nome sia quello usato nella realtà: insegna, sito, carta intestata. Aggiungere la città o parole chiave («Garage Bernasconi Riparazioni Auto Lugano») è contrario alle regole. A volte funziona per qualche settimana, poi la scheda viene corretta o sospesa, e un concorrente può segnalare la modifica.

4. La descrizione

Fino a 750 caratteri. Le prime righe appaiono prima di «Altro»: mettete lì l’essenziale. Scrivete per un cliente, non per un robot.

Esempio per un idraulico: «Impianti sanitari e riscaldamento a Lugano e dintorni dal 2009. Perdite, decalcificazione boiler, rifacimento bagni per privati e amministrazioni. Consulenza in italiano e tedesco, preventivo gratuito sul posto.»

5. Servizi e prodotti

Elencate tutti i servizi, uno per riga, con una breve descrizione e, se volete, un prezzo indicativo. Aiutano Google ad associare la scheda a ricerche precise («decalcificazione boiler»), e il cliente vede subito se fate ciò che cerca. Per un negozio, la sezione Prodotti mette in evidenza gli articoli principali.

6. Le foto

Le foto reali rassicurano e mostrano che l’impresa è attiva. Cominciate con 20–30 foto, poi aggiungetene regolarmente: la frequenza conta quanto il numero.

7. Gli orari

Orari completi permettono a Google di mostrare «Aperto» o «Chiuso». Aggiungete gli orari speciali prima di ogni festivo (Ascensione, Pentecoste, 1° agosto, feste di fine anno) e durante le vacanze. Un cliente che trova chiuso lascia spesso una recensione negativa.

8. Area servita e indirizzo

Se andate dai clienti, indicate un’area servita (fino a 20 zone: comuni, distretti, cantoni) e nascondete l’indirizzo se non ricevete. Restate realistici: l’area non allarga magicamente il posizionamento, Google tiene sempre conto della distanza.

9. Gli attributi

Google propone attributi secondo la categoria: pagamenti (TWINT, carte), accesso in sedia a rotelle, lingue, appuntamenti online. Selezionate quelli veri: rispondono alle domande del cliente prima che chiami.

10. I post

I post (novità, offerte, eventi) mostrano una scheda viva. Un post a settimana o ogni due settimane basta: un cantiere finito, un nuovo servizio, gli orari delle feste.

La routine settimanale

  1. Chiedere una recensione a ogni cliente servito in settimana (vedi recensioni Google).
  2. Rispondere a ogni nuova recensione (vedi rispondere alle recensioni Google).
  3. Aggiungere 2–5 foto.
  4. Controllare le modifiche suggerite da Google.
  5. Pubblicare una novità.

Una scheda completa non sempre basta: conta lo scarto con le tre imprese mostrate prima di voi. Il check gratuito le confronta numero per numero.

Gli errori che costano cari

Prima / dopo: la scheda di un parrucchiere (illustrazione)

CampoPrimaDopo
Categoria principaleSalone di bellezzaParrucchiere
Categorie aggiuntiveNessunaParrucchiere per uomo, barbiere
DescrizioneVuota«Parrucchiere a Bellinzona dal 2015: tagli donna e uomo, colore, barbiere. Senza appuntamento il sabato.»
ServiziNessuno12 servizi con prezzi indicativi
Foto3 foto del 201935 foto recenti: salone, team, lavori
Orari specialiNessunoFeste di fine anno indicate
Link appuntamentiNessunoLink alla prenotazione online
Esempio immaginario, per mostrare il livello di dettaglio atteso.

Secondo la categoria, la scheda accetta link al sito, alla prenotazione, a un menu o all’ordinazione. Fate puntare il link del sito alla pagina più utile (spesso la home o, per un’impresa con più sedi, la pagina della località) e verificate che ogni link funzioni da mobile.

Clientela bilingue

In Ticino una parte dei clienti, svizzeri tedeschi o turisti, cerca in tedesco. I servizi possono citare entrambi i termini quando è naturale («idraulico / Sanitär»), e le risposte alle recensioni seguono la lingua della recensione. Il nome resta quello dell’insegna.

Domande frequenti

Si mettono parole chiave nel nome?

No. Il nome deve essere quello dell’insegna. Aggiungere parole chiave viola le regole di Google e può far sospendere la scheda.

Quante foto aggiungere?

Cominciate con 20–30 foto reali, poi aggiungetene regolarmente. La frequenza conta quanto il numero.

Quante categorie si possono scegliere?

Una categoria principale e fino a 9 aggiuntive, tutte legate a un’attività reale.

La descrizione influisce sul posizionamento?

Aiuta Google e il cliente a capire l’attività. Categoria, recensioni e distanza pesano di più, ma una descrizione chiara evita di essere esclusi sulla pertinenza.

Quanto tempo per ottimizzare una scheda?

Contate una giornata di lavoro per una messa a punto seria (categorie, descrizione, servizi, foto, orari, attributi), poi 1–2 ore a settimana. Nostra stima, secondo lo stato di partenza.

Bisogna indicare i prezzi nei servizi?

Non è obbligatorio. Un prezzo indicativo («da CHF 80») aiuta il cliente a decidere e filtra le richieste fuori budget.

I post sono indispensabili?

No, ma mostrano una scheda attiva e danno al cliente un motivo per sceglervi. Un post ogni una-due settimane basta.

Fonti

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